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Giochi dei casino online : la roulette

Giochi dei casino online : la roulette In Italia vi sono attualmente quattro Case da Gioco autorizzate e funzionanti tutto l’anno. Esse sono quelle di: Sanremo, Campione d’Italia, Saint Vincent e Venezia. Altre due, quella di Taormina e quella di Bagni di Lucca sono state al centro di svariate vertenze giuridiche con esiti discordi

Nelle case da gioco funzionanti vengono messi a disposizione del pubblico i seguenti giochi: la roulette (tutte le case da gioco); la roulette americana (Saint Vincent, Sanremo); il trente et quarante (Saint Vincent, Sanremo, Venezia); lo chemin de fer (Saint Vincent, Sanremo, Campione); il black jack (Saint Vincent, Sanremo, Campione, Venezia); il craps (Venezia); il punto banco (Saint Vincent); il tout va (Campione, Saint Vincent).

La roulette rimane sempre la regina dei Casinò. Essa merita pienamente questo appellativo: basta considerare la grande varietà di combinazioni che offre, basta contare il numero dei tavoli ove si gioca, basta osservare la massa di pubblico che vi affluisce. Ecco perché la nostra trattazione è dedicata principalmente ad essa.

Queste pagine non sono scritte per i principianti ma per quanti già hanno la passione del gioco. La nostra esperienza, però, ci ha convinti che, molto spesso, la passione del gioco non coincide con la conoscenza del gioco stesso. Abbiamo visto vecchi giocatori di roulette eseguire puntate contemporanee e sproporzionate tra loro in una maniera così bestiale (non c’è altro appellativo) da denunciare con evidenza la loro ignoranza delle regole fondamentali che disciplinano il gioco. Pertanto, prima di andare avanti, riteniamo opportuna una rapida descrizione dei giochi che tratteremo.

La roulette è un cilindro girevole su cuscinetti a sfera (o altro sistema meccanico di grande precisione) sul perimetro del quale sono collocati 37 numeri, e cioè dallo zero al 36, in maniera apparentemente disordinata, ma, invece, in un ordine molto ben studiato per scopi precisi. Questo cilindro gira nell’interno di una specie di conca entro la quale viene lanciata la pallina in senso inverso a quello della rotazione del cilindro. La pallina effettua, normalmente, dagli otto ai. dieci giri, abbassandosi lentamente a mano a mano che perde velocità, prima di urtare e rimbalzare sulle losanghe che sono collocate intorno alla conca: alla fine cade e si ferma nell’apposito alloggiamento di uno dei trentasette numeri.

No

Numeri nella giocata

Nome della giocata

Pagamento

A

1

Straight Bet

35 a 1

B

2

Split Bet

17 a 1

C

3

Street Bet

11 a 1

D

4

Corner Bet

8 a 1

E

4

Square Bet

8 a 1

F

6

Line Bet

5 a 1

G

12

Column Bet

2 a 1

H

12

Dozen Bet

2 a 1

I

18

Even Bet / Odd Bet

1 a 1

J

18

Red Bet / Black Bet

1 a 1

K

18

Low Bet / High Bet

1 a 1

La distribuzione dei numeri sul tamburo girevole è questa

Ed ecco le varie puntate che si possono eseguire:

NUMERI IN PIENO (n. 1) - La puntata deve essere collocata nel centro del quadrato che contiene il numero. Il banco paga 35 volte la posta e la puntata, come in tutti gli altri casi che seguono, resta di proprietà del giocatore che può ritirarla o lasciarla giocare per il colpo successivo.

CAVALLI (n. 2) - La puntata deve essere collocata sulla linea che divide i due numeri prescelti. Il banco paga 17 volte la posta.

QUADRATI (n. 3) - La puntata deve essere collocata all’incrocio delle linee che dividono i quattro numeri prescelti. Il banco paga 8 volte la posta.

TERZINE (n. 4) o trasversali piene - La puntata deve essere collocata sulla linea esterna in corrispondenza dei tre numeri prescelti. Il banco paga 11 volte la posta.

SESTINE o trasversali doppie (n. 5) - La puntata deve essere collocata sulla linea esterna in corrispondenza dei sei numeri prescelti. Il banco paga 5 volte la posta.

DOZZINE - In fondo al tavolo si notano sei caselle, tre a destra e tre a sinistra, nelle quali sono scritti: l2p (e cioè 12 première) 12m (e cioè 12 milieu) e 12d (e cioè 12 dernière). Noi possiamo chiamarle: prima dozzina (corrispondente ai numeri dall’i al 12), seconda dozzina (dal 13 al 24) e terza dozzina (dal 25 al 36). La puntata (n. 6) deve essere collocata nel centro della casella corrispondente alla dozzina prescelta. Il banco paga 2 volte la posta.

COLONNE (n. 7) - In fondo al tavolo, nella parte centrale sotto i numeri, si notano anche altre tre caselle nelle quali non vi è alcuna scritta: esse servono per puntare le colonne. Queste, naturalmente, sono tre e comprendono, la prima i dodici numeri in verticale dall’i al 34, la seconda quelli dal 2 al 25 e la terza quelli dal 3 al 36. Essendo anche esse formate da dodici numeri, vengono pagate dal banco 2 volte la posta.

È molto importante aggiungere ora che lo zero, finora escluso dagli esempi, può essere giocato come qualunque altro numero: in pieno, a cavallo coi numeri 1 o 2 o 3, a terzina coi numeri 1 e 2 oppure 2 e 3 ed a quadrato coi numeri 1, 2 e 3.

Le combinazioni sopra descritte si chiamano COMBINAZIONI MULTIPLE.

Sul tavolo, però, possono essere eseguiti anche altri tipi di puntata, si può cioè giocare sulle COMBINAZIONI SEMPLICI. Esse sono: MANQUE, PASSE, PAIR, IMPAIR, NOIR, ROUGE. In tutto sei combinazioni contrapposte a due a due.

I numeri del MANQUE vanno dall’1 al 18, quelli del PASSE dal 19 al 36. I numeri dispari e pari non hanno bisogno di spiegazioni. I numeri rossi sono: 1, 3, 5, 7, 9, 12, 14, 16, 18, 19, 21, 23, 25, 27, 30, 32, 34, 36; neri tutti gli altri.

Le roulette italiane portano il colore solo sul tamburo girevole, in alcune nazioni estere la distribuzione del colore è evidente anche sul tavolo delle puntate.

Il croupier che fa partire la pallina annuncia anche il numero che viene fuori e la sua classificazione agli effetti delle combinazioni semplici. Per esempio egli dice: « Dix, noir, pair et manque! ». Ma qualche volta sbaglia nella classificazione (è infrequente, ma noi lo abbiamo notato più volte) e di conseguenza sbaglia nel ritiro e nel pagamento delle puntate. Un giocatore che non abbia bene assimilato nelle sue orecchie il suono dei numeri dispari neri e di quelli rossi, e quindi non sia in grado di opporsi all’errore del croupier può essere agevolato o danneggiato da tale errore.

La puntata (n. 8) deve essere collocata nel campo corrispondente alla combinazione prescelta, chiaramente individuabile dalla scritta o dal colore del rombo che vi è disegnato.

Cosa avviene all’uscita dello zero? Giochi dei casino online

Mentre il banco ritira tutte le puntate effettuate sulle combinazioni multiple (meno, si intende, quelle che comprendono lo zero) non ritira quelle effettuate sulle combinazioni semplici. Le mette in prigione cioè le colloca su una linea tracciata appositamente nel campo stesso. Se il colpo successivo è vincente la puntata viene liberata (ma non pagata) e se il colpo è perdente, viene, invece, ritirata. Questo equivale a perdere la metà della posta ed, infatti, il giocatore ha diritto di dividerla con il banco e di non lasciarla in prigione.

Qualche giocatore ha la falsa impressione che le puntate vincenti non diano guadagni proporzionati fra loro. Egli si domanda: «Se vincendo un pieno, che è un numero solo, il banco mi paga 35 volte la posta, perché vincendo un cavallo, che sono due numeri, non mi paga 17 volte e mezza la posta? ». La risposta è semplice: « Perché non ritira la puntata ».

Per esempio, se sono stati puntati 10 euro sui numeri 7 e 8 è lo stesso che se si fossero puntati 5 euro sul 7 e 5 euro sull’8. Se fosse venuto uno dei due numeri, per esempio il 7, il banco avrebbe pagato 175 euro per il pieno, ma avrebbe ritirato i 5 euro puntati sull’8. In definitiva il giocatore, ritirando la puntata, si sarebbe trovato nelle mani 180 euro cioè esattamente quanto si troverebbe giocando il cavallo.

Confrontando le diverse percentuali, che costituiscono le «tasse» pagate dai giocatori per questi giochi, con quella che si paga alla roulette, ne consegue che quest’ultima ne esce larghissimamente vittoriosa dal confronto. Se ne deduce che la roulette è il gioco più onesto che sia stato mai inventato.

Ora ci si domanda: se è vero che la roulette è il gioco più onesto che sia mai stato inventato, ed è tanto facilmente dimostrabile, perché lo Stato italiano si ostina a non concedere ulteriori autorizzazioni per l’apertura di nuove case da gioco come, invece, fanno le altre nazioni?

I motivi di questo atteggiamento sono essenzialmente di carattere morale, perché la grande maggioranza dei giocatori perde e molti si rovinano dilapidando interi patrimoni. E lo Stato ha il dovere di tutelare i cittadini dal facile adescamento. È un fatto ormai risaputo che molti Comuni, « addolcendo » la loro richiesta di concessione di un Casinò sotto una falsa questione di prestigio o sotto una discutibile attrattiva turistica, non mirano ad altro che a realizzare fare «cassa», perché i proventi di queste gestioni sono sempre nell’ordine di miliardi.

I quattro Casinò funzionanti oggi in Italia sono tutti quanti al Nord. I tentativi di aprire case da gioco a Taormina e a Bagni di Lucca sono andati a vuoto. Delle vicende di queste due città sono note le cronache, soprattutto quelle giudiziarie. Le polemiche sorte intorno alla mancata concessione di apertura hanno coinvolto le amministrazioni comunali dei due centri, ma a nulla sono servite le pressioni politiche e le battaglie a suon di carta bollata. In alcuni casi si è parlato di « ingiustizia e dannosa discriminazione razziale».

Per aprire un Casinò in Italia esiste una legge che risale al lontano 1924 e che va sotto il titolo « Disciplina delle Case da Gioco ». una curiosità che ha il sapore del reperto archeologico. Vale la pena di esaminare a grandi linee il contenuto di questa legge che reca la data 27 aprile 1924 ed è contraddistinta dal numero 636 ed è comparsa sulla « Gazzetta Ufficiale » numero 111 del 10 maggio 1924.

In sostanza, nelle località che siano da almeno dieci anni sedi di stazioni climatiche, balneari od idrominerali e che non si trovino in prossimità di centri con popolazione superiore ai 200.000 abitanti, può essere concessa l’apertura di case da gioco, nelle quali è permesso il giuoco anche d’azzardo.

Ma non tutto è cosi semplice come potrebbe apparire di primo acchito. L’esempio, come già detto, ci viene da Taormina e da Bagni di Lucca: e dire che queste due città potevano contare sull’appoggio delle loro amministrazioni comunali che non hanno esitato ad affrontare lunghe battaglie giuridiche. In effetti prima di poter aprire una casa da gioco occorre « fare i conti » con la Corte Costituzionale, con il Ministero degli Interni, con i Prefetti, con i Questori, con le varie forze politiche ed anche con le organizzazioni sindacali.

Scorrendo la mappa della nostra Vecchia Europa ci troviamo di fronte ad una realtà ben diversa da quella italiana. In Inghilterra esistono numerosi Club (in tutte le principali città) dove ci si può sbizzarrire in qualsiasi gioco. Nella Germania Federale ci sono 11 Casinò; 9 in Francia; 8 in Portogallo; 5 in Jugoslavia e altrettanti in Austria; 4 in Spagna; 3 in Belgio e 3 in Grecia; 2 in Bulgaria, in Olanda e nel Principato di Monaco e 1 nell’isola di Malta.

È interessante notare che sempre la legge 636/24 che regola l’apertura delle case da gioco, dispone che ai residenti del comune sede del casino sia vietato l’accesso. Questo fa sì, ad esempio, che i cittadini di Sanremo non potranno mai entrare nel loro casino, mentre potranno frequentare tutti gli altri casino d’Italia.

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